Nuovi impianti: manuale d’uso per la massima resa!

B&B Frutta - Accademia della Mela - concimazione di fondo

La progettazione di un nuovo frutteto è cruciale perché determinerà la gestione dell’intero impianto nei successivi anni di vita per le piante che verranno messe a dimora. Rinnovare un impianto non è un’attività frequente, anzi mediamente il rinnovo si effettua ogni 13-15 anni poiché da quell’età le piante iniziano a produrre frutti con scarsa pezzatura e gradazione di colore. Infatti, la senescenza stessa delle piante comporta una diminuzione progressiva delle rese per ettaro, per questo è davvero importante studiare minuziosamente la progettazione del frutteto.

Prima di addentrarci in punti più specifici, partiamo dalle basi!

COSA VOGLIAMO PIANTARE?

Il primo grande punto interrogativo è cosa piantare: sicuramente la risposta non può arrivare solo dall’agronomo di fiducia, il quale potrebbe non conoscere adeguatamente gli sbocchi commerciali della varietà. Instaurare un dialogo tra l’esigenza commerciale del partner a cui si conferisce il prodotto e l’ottimizzazione della tecnica agronomica è sicuramente la miglior scelta che un imprenditore agricolo possa fare prima di decidere quali piante acquistare.

DOVE VOGLIAMO PIANTARE?

E’ importante considerare che ad ogni varietà si associano uno o più areali produttivi. Di conseguenza, decidere di coltivare diverse varietà spesso comporta la delocalizzazione geografica delle colture, precludendone la qualità finale. Le varietà rosse (Gala, Red Delicious, Inored Story, Fuji) sono sicuramente favorite in ambiente collinare, dove lo sbalzo termico tra il giorno e la notte è notevole soprattutto in prossimità della raccolta, favorendo la colorazione dell’epidermide. Altre varietà, come per esempio la Granny Smith, non sono favorite in un clima collinare perché l’escursione termica ne comporterebbe la sfaccettatura e lo schiarimento della tipica epidermide color verde intenso.

La varietà Golden Delicious, invece, può contare su un’ottima resa sia per la piantumazione collinare sia per quella montana, luogo in cui grazie all’escursione termica si favorisce lo sviluppo della sua classica faccetta rosata.

Oltre alla valutazione della varietà e del clima zonale, sicuramente è opportuno:

optare per terreni vergini, su cui non vi sia stata la coltura del melo per almeno 15 anni, di modo che il rischio del fenomeno della stanchezza del terreno sia limitato al minimo.

valutare il contenuto di sostanza organica in termini di tessitura (meglio se maggiore del 3%). E’ consigliato prediligere terreni fertili ma drenanti, analizzando il rapporto sabbia-limo-argilla, che permettano una ridotta compattazione del suolo per coadiuvare il passaggio delle macchine operatrici. Favorire la porosità e la struttura del terreno è la chiave al fine di evitare spiacevoli situazioni di allagamenti dovuti a mancati drenaggi delle acque superficiali.

COME VOGLIAMO PIANTARE?

Per affrontare questo punto è opportuno avere chiari diversi fattori:

-le distanze del sesto di impianto tra le file e lungo la fila;

-il portainnesto ideale da utilizzare;

-la forma di allevamento, come ad esempio:

    • Super spindle
    • Spindle
    • Bibaum
    • Solaxe
    • Guyout

Oggi si contano molteplici tecniche di piantumazione, tra le quali il metodo più comune è sicuramente la creazione dei solchi tramite attrezzi multifunzione. Questi, insieme all’impianto di palificazione già in essere, consentono l’apertura e la chiusura del solco dove andranno messe a dimora le piante. In alternativa si può procedere senza palificazione tramite moderni sistemi di piantumazione a macchina che, oltre a prevedere un risparmio di manodopera, garantiscono una precisione “al centimetro” nel rispetto delle misure del sesto di impianto predefinito.

I sesti di impianto sono un altro tassello fondamentale. Infatti, un maggior investimento di piante per ettaro comporta una spesa di avviamento maggiore, ma consente allo stesso tempo di aumentare le produzioni dei primi anni di vita al fine di rientrare in anticipo nell’investimento economico.

I sesti di impianto possono variare in base a fattori varietali e zonali collegati alla fertilità dei terreni. Mediamente la maggior parte degli impianti si sviluppa con:

-distanze tra le piante da 0,5 a 1,2 mt

-distanze tra le file tra 2,75 e 4 mt

 

QUANDO VOGLIAMO PIANTARE?

Molto semplice, da dicembre a febbraio ogni momento è buono. Sicuramente piantare durante il mese di dicembre permette un miglior attecchimento dalle piante al suolo e un minor stress da trapianto in quanto si limita il tempo che passa tra l’estirpo in vivaio, indicativamente effettuato a fine novembre, e la piantumazione.

 

E GLI IMPIANTI ANTIGRANDINE E DI IRRIGAZIONE?

Oggigiorno questi due impianti sono entrambi indispensabili per assicurarsi una produzione qualitativamente conforme alle esigenze del mercato.

Le reti antigrandine hanno duplice funzione: da un lato quella di protezione e prevenzione delle grandinate, dall’altro una funzione fotoselettiva, permettendo di ottenere un grado di ombreggiamento diversificato nei confronti della coltura. Tra le principali reti fotoselettive si può scegliere tra:

Nere, più resistenti e particolarmente adatte a varietà che non devono colorare come Granny Smith e Golden Delicious;

Bianche, meno resistenti ma perfette per garantire la colorazione, specialmente su varietà rosse come Gala, Inored Story e Red Delicious;

Grigie, resistenti e allo stesso tempo adatte per favorire la colorazione dei frutti.

Gli impianti possono poi essere sviluppati tramite sistemi a capannina, a rete piana o semi piana, in funzione della larghezza dei filari e dell’altezza degli impianti stessi.

L’impianto di irrigazione invece ha come funzione la prevenzione delle gelate primaverili tramite l’utilizzo di impianti antibrina, i quali devono essere progettati minuziosamente per garantire un’idonea copertura della vegetazione. La progettazione dell’antibrina va studiata anche in virtù delle disponibilità idriche aziendali. Tra tali impianti si citano in particolare le seguenti tipologie:

-Impianti di aspersione sovrachioma con pluviometria superiore a 4 mm/h

-Impianti a microjet sottochioma con pluviometria compresa tra 2 e 4 mm/h

-Impianto Pulsar a ridotta esigenza idrica con pluviometria inferiore a 2 mm/h

Tuttavia, non è sufficiente pensare che il solo impianto antibrina sia sufficiente ai fini irrigui; infatti, è raccomandato abbinare a questi impianti un impianto di micro irrigazione tramite ala gocciolante, al fine di provvedere al reintegro giornaliero della quantità di acqua evapotraspirata dalla coltura.

 

Il nostro consiglio?

È vivamente consigliato andare a visitare il vivaio di produzione prima di prenotare le piante, con l’obiettivo di valutarne la qualità, la sanità fitopatologica e l’assenza di lesioni dovute a grandinate, o altri fattori che potrebbero comportare lo sviluppo di avversità come il colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora) e il cancro delle pomacee (Nectria galligena).

Tutto chiaro? Se hai piacere il nostro agronomo può raggiungerti nel tuo frutteto ed insieme potrete discutere riguardo a come meglio gestire la coltivazione melicola!

Enrico Mosconi Agronomo                        +39 345 927 53 29

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