Difendiamoci dalle gelate!

B&B Frutta - Accademia della Mela - concimazione di fondo

Le gelate primaverili rappresentano una delle sfide più impegnative per i produttori di mele in tutto il mondo. Questi eventi meteorologici improvvisi possono causare danni significativi alle colture, compromettendo il raccolto della stagione corrente, ma non solo. Spesso infatti comportano fenomeni come l’alternanza di produzione e la creazione di crepacciature sul fusto delle piante, con conseguenti cancri del legno.

In questo articolo, esploreremo cosa sono le gelate primaverili, i loro effetti sulle coltivazioni di mele e le strategie migliori per gestirle.

 

Che cos’è una gelata primaverile

Le gelate primaverili si verificano quando le temperature scendono sotto lo zero durante i mesi primaverili, spesso dopo un periodo caratterizzato da temperature più alte. Questi eventi possono accadere in qualsiasi regione, anche in quelle con climi moderati. Le gelate possono inoltre colpire le colture di mele in vari stadi di sviluppo: dai mazzetti affioranti alla piena fioritura, fino alle giovani mele appena formate.

I fenomeni per cui si verificano le gelate possono essere di tre tipologie:

convezione: in questo caso le gelate sono dovute a spostamenti di grandi masse di aria fredda che invadono zone più calde; infatti, soprattutto in zone collinari, l’aria fredda tende a scivolare verso i fondovalle e nelle pianure, dove si accumula comportando il fenomeno della gelata.

irraggiamento: le gelate sono causate dall’irradiazione di calore proveniente dal suolo e dalle piante. Nello specifico, le piante ed il suolo cedono il calore che hanno assorbito durante il giorno per bilanciare l’ambiente circostante che di notte si raffredda.

evaporazione: la gelata è la conseguenza dell’evaporazione dell’acqua e si verifica quando in prossimità della vegetazione bagnata vi è una forte ventilazione, caratterizzata da un’umidità relativa dell’aria inferiore all’80%.

 

Effetti sulle colture di mele

I danni delle gelate primaverili sono di maggiore entità poiché i tessuti delle piante sono più idratati rispetto alla fase invernale, facendo sì che i succhi cellulari all’interno degli organi vegetativi tendano a congelare.

Le conseguenze possono essere particolarmente negative:

-durante la fioritura gli stili e l’ovario dei fiori necrotizzano e, disseccando, comportano la perdita del fiore e talvolta in fasi successive, del frutto.

-se la gelata avviene nelle prime fasi di fioritura, il danno può arrecarsi maggiormente al king flower (fiore centrale) che, venendo meno, comporta una ridotta pezzatura finale della produzione. Si incorre inoltre nella possibilità di ottenere frutti deformati.

-se la gelata avviene sul frutto già formato, tende a causare delle piccole crepacciature sull’epidermide che, crescendo, si tramutano in cinghiature del frutto e rugginosità tipiche dei danni da gelate.

Strategie per gestire le gelate primaverili

Monitoraggio delle condizioni meteorologiche: effettuare un monitoraggio costante delle previsioni meteorologiche è essenziale per prevedere e prepararsi alle gelate primaverili. I servizi meteorologici locali possono fornire avvisi tempestivi in caso di temperature previste inferiori allo zero. Inoltre, è indispensabile tenere conto della temperatura al bulbo umido e non al bulbo secco, per prevenire e difendersi dal gelo. Tale azione consente di anticipare la temperatura minima che potrebbe essere raggiunta, in modo da attivare i sistemi antigelo al momento giusto.

Irrigazione antibrina: l’acqua può agire come isolante termico, mantenendo le temperature intorno a 0°C. Infatti, quando l’acqua gela essa libera calore (circa 80 Kcal/Litro), e consente agli organi vegetativi di mantenere la temperatura vicina a -0.5°C, sufficiente per non creare danni alla produzione.

A seconda della quantità di acqua a disposizione, coscienti che più acqua a disposizione si ha e più si è in grado di generare calore, si può scegliere tra:

-irrigazione antibrina soprachioma, bagnando la vegetazione dall’alto mediante irrigazione per aspersione. In tal caso si ha una pluviometria maggiore di 4 mm/h;

-irrigazione antibrina sottochioma, che comporta una distribuzione dell’acqua nella parte inferiore della chioma e parziale bagnatura delle piante, con una pluviometria minore di 4 mm/h;

-irrigazione antibrina Pulsar, la quale prevede la bagnatura della parte aerea della vegetazione, con pluviometria inferiore a 2 mm/h.

Ventilatori: sono funzionali in particolar modo in caso di gelate per irraggiamento. Il loro scopo è mescolare l’aria calda presente negli strati più alti con quella più fredda presente negli stati più bassi, vicino alle colture. Per avere una buona copertura. viene raccomandata solitamente una postazione di ventilatori ogni 4-5 ettari di frutteto.

Tecniche di riscaldamento: in alcune circostanze, l’uso di sistemi di riscaldamento può essere contemplato per proteggere le colture durante le gelate. Questi sistemi possono includere l’utilizzo di bruciatori a gas oppure di stufe a pellets per i piccoli appezzamenti.

Selezione varietale: considerare la scelta di varietà di mele più adatte al clima locale e più resistenti alle gelate primaverili, può aiutare a ridurre i rischi associati a tali eventi meteorologici. In ogni caso, è chiave confrontarsi in un primo momento con il proprio agronomo per una scelta più oculata e condivisa.

Riassumendo

Le gelate primaverili rappresentano una minaccia costante per i produttori di mele, ma con una pianificazione adeguata e l’implementazione di strategie di gestione appropriate, è possibile mitigare i danni e proteggere le colture. È essenziale rimanere informati sulle previsioni meteorologiche locali e adottare misure preventive per proteggere i frutteti durante i periodi di temperatura estrema. Solo attraverso un approccio olistico e proattivo alla gestione delle gelate primaverili, un produttore può difendere con successo le colture e garantire la sostenibilità a lungo termine dell’attività.

Tutto chiaro? Se hai piacere il nostro agronomo può raggiungerti nel tuo frutteto ed insieme potrete discutere riguardo a come meglio gestire la coltivazione melicola!

Enrico Mosconi Agronomo                        +39 345 927 53 29

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