La concimazione di fondo autunnale

B&B Frutta - Accademia della Mela - concimazione di fondo

Come nel teatro, non c’è modo più coinciso di augurarsi la buona riuscita del progetto Accademia della Mela che dire “Merda, merda, merda!”: ergo con questo primo articolo iniziamo proprio dall’importanza del letame!

Negli ultimi anni, il  continuo sfruttamento dei terreni ha portato al progressivo depauperamento dei livelli di sostanza organica dei suoli, basti pensare che oggigiorno la media nei nostri terreni è pari al 1,5-2% e solo qualche decennio fa questi valori erano più del doppio.

La concimazione di fondo autunnale con il letame è considerata una delle pratiche agronomiche fondamentali perché consente il mantenimento della fertilità del suolo, oltre che l’apporto al terreno di nutrienti essenziali di cui le piante necessitano per poter svilupparsi al meglio.

Non a caso i nostri nonni facevano maturare dei cumuli di letame per 12 mesi per poi distribuirli nelle colture durante l’autunno.

Ma perché dovremmo aspettare proprio così tanto tempo?

Potremmo sicuramente pensare di far passare una quantità inferiore di tempo prima dello spandimento; tuttavia, avere pazienza porta benefici alla qualità. Quest’ultima, infatti, condiziona fortemente il risultato della concimazione: pazientando si favorisce infatti la costituzione dell’humus strutturale, tramite il rapporto tra paglia e deiezioni caratteristico del letame. In tale sostanza si vanno a sviluppare particolari microrganismi e si rendono disponibili gli elementi nutritivi necessari, tramite un rapporto simbiotico con le piante.

L’humus si considera il risultato finale di una degradazione lenta operata da batteri, funghi, e altri microrganismi che concorrono a processare la sostanza organica fresca, formando una materia chimicamente molto stabile e difficilmente degradabile.

Il letame si distingue positivamente se confrontato con pollina o altre tipologie di deiezioni, soprattutto grazie alla bilanciatura tra la quota azotata e la quota carbonica tipiche della sua costituzione.

Confrontiamo ora le varie tipologie di letame possibili!

Tipo di letame Sostanza organica (%) Azoto (%) Fosforo (%) Potassio (%)
Bovino 16 0,4 0,1 0,3
Ovino 32 0,8 0,2 0,8
Equino 26 0,7 0,2 0,7
Avicolo 43 2 1,3 2,5

TABELLA – Università di Milano, Contenuti medi dei diversi tipi di letame (dati in % sul peso totale)

Il letame è inoltre ricco di elementi nutritivi quali azoto, fosforo e potassio, come anche di acidi umici e fulvici. Esso contribuisce alla formazione di nuovi germogli, i quali a loro volta favoriscono la crescita degli apparati ipogei ed epigei, stimolandone lo sviluppo.

 

E il rapporto C/N (carbonio/azoto) è davvero importante?

Il rapporto C/N è un indicatore utile per valutare il grado di umificazione del prodotto. Valori bassi (C/N 10) indicano una elevata quantità di azoto, il che consente ai microrganismi cellulosolitici e proteolitici di degradare la sostanza organica fresca. Al contrario, rapporti elevati (C/N 30) indicano ridotte quantità di azoto rispetto alla frazione carbonica, il che potrebbe manifestare dei fenomeni inversi rispetto ai benefici che la concimazione apporta. Infatti, la frazione azotata di cui i microrganismi si nutrono per svilupparsi e per degradare la sostanza organica, se non presente nel substrato, viene sottratta al terreno causando una stentata vigoria delle piante, con conseguenti carenze e stress delle colture.

 

Le sostanze umiche sono il vero valore aggiunto del letame!

Le sostanze umiche costituiscono circa il 65% della sostanza organica del suolo e quindi anche del letame; sono composti di colore scuro, chimicamente complessi e con peso molecolare molto variabile. Esse compongono il prodotto che si ottiene da processi di risintesi (umificazione) della sostanza organica. Gli effetti degli acidi umici contenuti nella sostanza organica sono molteplici e si manifestano sulle seguenti proprietà:

– Proprietà fitostimolanti (stress, fioritura, allegagione e qualità dei frutti)

– Proprietà fisico meccaniche del suolo (ritenzione idrica, sofficità, permeabilità)

– Proprietà chimiche (capacità di scambio cationico e protezione per incorporazione di N, P, K, Ca, Mg, S e Fe)

– Proprietà tampone (salinità e pH)

Purtroppo, l’incremento del contenuto di sostanze umiche e di organica nei suoli è molto più lento rispetto al suo consumo e tale bilancio negativo rende indispensabile l’apporto di concimi o ammendanti con elevati valori di sostanza organica. Nonostante ciò, non c’è dubbio riguardo la bontà di tale operazione agronomica e sulla necessità di continuare a effettuarla negli anni per poter mantenere un corretto bilanciamento dei microrganismi del suolo. Si favorisce così la fertilità sia nel breve che nel lungo periodo a favore delle produzioni.

 

Si può esagerare con il letame? Talvolta si!

Una concimazione non adeguata per qualità o quantità di prodotto potrebbe portare a diverse conseguenze negative, tra le quali:

– un eccesso di nutrienti che genera uno sproporzionato sviluppo vegetativo;

– un aumento dei livelli di azoto nel terreno che comprometterebbe la salute dell’albero e la qualità della frutta, creando possibili fitopatie nel post raccolta, come ad esempio la butteratura amara.

È importare quindi seguire le indicazioni specifiche per la concimazione e consultare il tecnico di riferimento per evitare ogni tipo di problematica, anche a livello ambientale. L’uso improprio di ammendanti e fertilizzanti infatti può portare al dilavamento di nutrienti nelle acque sotterranee.

La concimazione deve essere inoltre gestita nel rispetto delle normative comunali e regionali vigenti in termini di spandimento, in funzione delle zone vulnerabili e della direttiva nitrati. 

 

Il consiglio dell’ Accademia della Mela?

Per concimare al meglio il proprio frutteto nel periodo autunno invernale, è opportuno far maturare il fertilizzante organico per almeno sei mesi in cumulo e solo successivamente distribuirlo con lo spandiletame lungo le file dei frutteti. In questo modo gli elementi apportati avranno il tempo necessario per poter essere incorporati dal suolo, assorbiti dalle radici ed essere trasferiti nelle piante.

Tutto chiaro? Se hai piacere il nostro agronomo può raggiungerti nel tuo frutteto ed insieme potrete discutere riguardo a come meglio gestire la coltivazione melicola!

Enrico Mosconi Agronomo                        +39 345 927 53 29

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